Avere un paese è tutto, forse

Con questo testo, ispirato ai temi del romanzo La luna e i falò, Mattia Gardino si è classificato terzo al Premio Pavese Scuole.

Pubblichiamo Avere un paese è tutto, forse, uno dei cinque testi ad essersi aggiudicati a pari merito il terzo posto della prima edizione del Premio Pavese Scuole, inaugurato quest’anno in occasione del Premio Pavese per avvicinare i giovani allo scrittore e promuovere la lettura delle sue opere in chiave personale. L’autore è Mattia Gardino, studente della classe 5AL dell’IIS Nicola Pellati di Nizza Monferrato (AT), a cui vanno i nostri complimenti

Volere appartenere a qualcosa, a qualcuno, è nell’istinto umano, ma ciò può essere dettato dalla paura del fallimento. Il fallimento nella sua massima espressione, ovvero fallire nella vita, miseramente, morendo senza sapere chi si è, senza essersi scovati, senza avere avuto un’identità certa, ben definita.

Paura di non riuscire a vivere e conoscere abbastanza di tutto ciò che ci circonda. 

Avere delle radici non è così male, ma nel momento in cui le piantiamo veniamo pervasi dalla voglia di fuggire, di provare altre cose, di fare nuove esperienze.

La questione delle radici è controversa, perché non avere radici ci fa sentire instabili come un’imponente statua di marmo senza piedistallo, mentre essere eccessivamente legati alle proprie radici e non muoversi mai dal proprio paese ci fa sentire intrappolati (un po’ come l’anima intrappolata nel corpo descritta da Platone, per intenderci).

Allora scappiamo, per non sentirci intrappolati.

Scappiamo come se cercassimo rifugio da questa paura, che si fa sentire in modo subdolo, e che si riesce a placare solo per pochi secondi, giusto il tempo di essersi resi conto di aver trovato riparo, ma nel momento in cui credi di essere al sicuro allora le domande riprendono ad occupare forzatamente la tua mente e la paura torna, spingendoci a cercarne uno nuovo (di rifugio).

Questa condizione è il tallone d’Achille dell’uomo: la costante esigenza di ricerca di un equilibrio tra lo “Stare” e l’“Andare”.

Siamo costretti ad una vita sul confine, dove non godiamo né delle radici né della voglia di fuga.

Pavese lo sapeva, sapeva che l’uomo non sarebbe stato mai soddisfatto, forse lo sapeva meglio di tutti.

Siamo confinati nel nostro stato mentale e l’unico modo che abbiamo per evadere da questo confine è quello di concentrarsi sul momento, indipendentemente dal fatto fatto che sia uno “stare” o un “andare”, vivere pienamente ogni secondo, scordando dove vogliamo andare e da dove veniamo, viviamo il momento, per l’eternità.

Ci si dovrebbe forse concentrare più sulla ricerca di un’identità nel momento, piuttosto che cercarsi paese dopo paese, poiché la propria (identità) la si crea pensiero dopo pensiero.

Bisognerebbe provare a fare del momento che stiamo vivendo il nostro “paese”, l’unico dal quale sicuramente scapperemo senza volerlo, giusto un attimo dopo, capendo che è l’unico al quale veramente apparteniamo.

Il paese del momento è particolare, bisogna saperlo cogliere, di fretta, per potercisi immergere per tutta la sua durata. Nel “paese del momento” non esiste la paura di fallire, di non riuscire a vivere abbastanza, perché tutto ciò che serve è lì e ci offre terreno fertile per riflettere sulle nostre radici.

Se non cerchiamo le radici in noi stessi non potremo mai pretendere di trovarle da nessun’altra parte, poiché noi, essendo abitanti di noi stessi, saremo per sempre gli abitanti di un paese ogni giorno un po’ più diverso, il “paese dell’Io”, nel quale “ritrovarsi” e “scoprire” sono la forza motrice.

La nostra natura può essere paragonata a quelli degli alberi, poiché siamo costretti ad avere delle radici per crescere, ma questo non impedisce ai nostri rami di tendere in migliaia di direzioni diverse.

Abbiamo la necessità di avere delle radici forti, radicate nel paese dell’Io e nel paese del momento, per avere una chioma più rigogliosa e grossa possibile.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email