Un viaggio lungo quattro anni: la Fondazione Cesare Pavese e il Bando Fiducia di Fondazione CRC

La Fondazione Cesare Pavese è tra i 10 enti del Terzo Settore della provincia di Cuneo che prendono parte al Bando Fiducia di Fondazione CRC. Si tratta di un’iniziativa sperimentale basata sulla trust-based philantropy, un approccio innovativo alla filantropia che mette al centro la fiducia e la trasparenza reciproca. Il bando prevede un contributo e un percorso quadriennale di crescita, accompagnamento e formazione personalizzati, affiancati da Fondazione CRC e dal partner tecnico Human Foundation. 

Il piano di sviluppo 2025-2028

Vogliamo che la Fondazione Cesare Pavese diventi un centro di produzione e diffusione culturale in grado di connettere comunità, imprese e istituzioni. Crediamo nella cultura come motore di sviluppo territoriale, attrazione turistica e crescita sostenibile. Immaginiamo la Fondazione come un laboratorio di comunità in cui tradizione e innovazione si incontrano per portare la cultura dove fa più fatica ad arrivare, ridisegnando insieme il futuro del territorio.

Per farlo, stiamo lavorando alla ridefinizione di alcuni processi e attività chiave, adottando un modello gestionale più strutturato che ci permetterà di superare la logica dei singoli progetti per adottare una visione d’insieme continuativa. Si tratta di un piano di valorizzazione complessivo, pensato per generare valore e impatto duraturo sul territorio. Non vogliamo infatti limitarci alla promozione del patrimonio culturale – materiale e immateriale – ma vogliamo attivare processi che rendano questo patrimonio più vivo, utile e significativo per la società. 

Lo faremo concentrandoci su 3 aree d’azione con altrettanti obiettivi specifici. La prima area riguarda il rafforzamento della nostra sostenibilità economica e organizzativa attraverso il fundraising (area 1). La seconda e la terza afferiscono invece all’offerta culturale, rispettivamente di prodotti e servizi in collaborazione con istituzioni e soggetti privati (area 2) e di iniziative culturali locali (area 3), da potenziare attraverso il coinvolgimento attivo del territorio.

Nella gallery: gli enti riuniti per la firma del grant agreement, mercoledì 17 dicembre 2025 a Cuneo; il nostro direttore Pierluigi Vaccaneo e il presidente di Fondazione CRC Mauro Gola alla firma del grant agreement; i rappresentanti degli enti sostenuti dal Bando Fiducia. 

Il nostro percorso finora

Nuove collaborazioni

Nel primo semestre del 2026 abbiamo consolidato le partnership già avviate con imprese e istituzioni locali e attivato nuove collaborazioni, in modo da rafforzare la nostra presenza territoriale e ampliare le occasioni di co-progettazione.

  • Tra queste, la più innovativa è sicuramente quella avviata con ASL CN2, ASL AT e Cultural Welfare Center sullo strumento della prescrizione sociale e in particolare della prescrizione culturale, in linea con il recente protocollo d’intesa tra Ministero della cultura e Ministero della salute che riconosce ufficialmente il valore terapeutico della cultura. Il convegno La cultura che cura organizzato all’interno del Pavese Festival 2026 ha rappresentato il primo passo verso un’alleanza territoriale che nei prossimi mesi vedrà lo sviluppo di un percorso di formazione per operatori culturali e di un progetto culturale pilota per la promozione della salute e il contrasto alla fragilità sociale di giovani tra i 15 e i 25 anni in condizioni di disagio socio-psicologico.
  • La collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e Valle d’Aosta, l’Università di Torino e il Centro Studi Interuniversitario Gozzano-Pavese ci ha visto intervenire al convegno Il letterato Cesare Pavese alla Biblioteca Nazionale di Torino tra gli enti impegnati a rendere libri e carte di Pavese accessibili al grande pubblico, non solo all’interno del nostro museo, ma anche attraverso podcast, documentari, libri e mostre. Tra le iniziative più recenti in questo senso, il panel Le parole sono il nostro mestiere organizzato durante il Pavese Festival con l’Università di Torino, il Centro Studi Interuniversitario Gozzano-Pavese e l’Università di Catania e la nuova stagione del podcast Era sempre festa
  • Dalla collaborazione con il Comune di Guarene (CN), che ci ha affidato la direzione creativa del progetto SNODI Culturali, sono nati 11 incontri aperti al pubblico per la condivisione di idee e buone pratiche tra professionisti e operatori culturali del territorio, organizzati tra aprile e maggio a Guarene, Neive (CN) e Piea (AT). Il Comune di Nizza Monferrato (AT) ci ha affidato invece la direzione artistica di Libri in Nizza, storico festival letterario nicese che si svolgerà in città a fine ottobre. 

Sempre con l’obiettivo di rafforzare la nostra presenza sul territorio, la Fondazione Cesare Pavese può ora contare su un ufficio di rappresentanza nel centro storico di Alba, all’interno della sede di Confindustria Cuneo. Dal 2026 siamo inoltre uno degli enti partner del Polo del ‘900 di Torino e sempre nel 2026 abbiamo sottoscritto il patto di collaborazione a Strategia Cuneo 2030, percorso di pianificazione territoriale promosso da Provincia di Cuneo, Camera di Commercio di Cuneo e Fondazione CRC. Collegata al nostro impegno per la tutela dei fondi che custodiamo c’è poi la convenzione siglata con il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux di Firenze. 

Una nuova identità

Grazie alla vittoria del bando Italia Patria della Bellezza 2025 e alla collaborazione con l’agenzia di brand strategy Studio Wiki stiamo ripensando la narrazione della Fondazione e dei luoghi pavesiani. Con il sostegno del Bando Fiducia, questo percorso sfocerà all’inizio del 2027 in un rebranding completo, con il patrocinio della Fondazione Italia Patria della Bellezza.

Si tratta di un ripensamento complessivo dell’identità visiva e narrativa della Fondazione, attraverso la definizione di una nuova immagine coordinata capace di esprimere in modo più chiaro, contemporaneo e coerente chi siamo e cosa puntiamo a diventare. Un dispositivo culturale vivo, che non chiude l’identità della Fondazione in una forma rigida, ma ne alimenta l’evoluzione nel tempo, rendendo possibile l’attivazione di nuovi progetti, nuovi linguaggi e nuove contaminazioni, sempre riconducibili a una visione coerente. Un’identità articolata ma unica, capace di tenere insieme dimensione istituzionale e sperimentazione, tradizione letteraria e contemporaneità, produzione culturale e sviluppo dei pubblici. 

Nuovi prodotti e servizi

I nostri sforzi per rendere il museo e le attività più accoglienti hanno portato a una crescita del 39% dei visitatori rispetto al primo semestre del 2025. 

  • Nel mese di febbraio, con il Comune di Santo Stefano Belbo e l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, abbiamo organizzato la seconda edizione del nostro educational per guide turistiche del territorio e produttori locali, con l’obiettivo di sviluppare una proposta turistica condivisa e integrata. 
  • Con il mese di aprile abbiamo poi introdotto una serie di novità al nostro museo: siamo entrati nel circuito Abbonamento Musei che permette l’accesso gratuito a chi lo possiede e per i più piccoli sono nate le audioguide kids, contenuti realizzati in collaborazione con studenti e studentesse dell’Istituto Comprensivo Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo appositamente per i propri coetanei. 
  • A questo si aggiungono i laboratori didattici tematici per le scuole e la possibilità di prenotare un visita con il nostro direttore
  • Abbiamo inoltre commissionato allo studioso Iuri Moscardi l’aggiornamento dell’apparato critico che accompagna la bibliografia pavesiana pubblicata sul nostro sito.

Cultura diffusa

Le tante collaborazioni attivate in questi mesi ci hanno permesso di accrescere notevolmente la nostra offerta culturale.

  • Nei primi sei mesi dell’anno abbiamo organizzato un totale di 37 eventi culturali, tra incontri con autori e autrici (Magdalena Blazevic, Mario Desiati, Daniele Mencarelli, Lia Piano, Alice Basso), laboratori per bambini, momenti di approfondimento, serate di svago, teatro (La luna e i falò con Andrea Bosca), che oltre Santo Stefano Belbo, hanno interessato Cuneo, Novara, Torino, Asti, Guarene (CN), Neviglie (CN) e Piea (AT). 
  • Abbiamo poi moltiplicato gli eventi off del Pavese Festival – 11 per l’edizione 2026 – raggiungendo nuove località e nuovi pubblici, sul territorio piemontese e non solo. Quest’anno infatti saremo presenti anche all’interno del calendario di appuntamenti dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura con due eventi nel mese di settembre. In Piemonte, invece, siamo stati per la prima volta a Masio (AL), in collaborazione con l’Eco Giurnà Festival, a Reaglie (TO), con un panel costruito attorno al libro di Gioele Cristofari L’altra collina, e ad Alba (CN), con Paolo Di Paolo e la collaborazione del Centro Studi Beppe Fenoglio. A questi si aggiungono gli eventi che siamo tornati a organizzare a Bossolasco (CN), Cuneo e Maratea, dove Cesare Pavese e Bianca Garufi ambientarono il romanzo Fuoco grande.