I luoghi pavesiani

Santo Stefano Belbo è lo scenario in cui prende vita l’ultimo romanzo scritto da Cesare Pavese, La Luna e i falò, edito nel 1950. Attraverso un tour dei luoghi pavesiani, è possibile rivivere le vicende del libro e ricostruire nel contempo la biografia dello scrittore. La casa in cui è nato, la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo dove è stato battezzato, la collina di Moncucco, la falegnameria del grande amico Pinolo Scaglione, la Mora, il Nido, il casotto della Gaminella e infine la tomba, nel cimitero di Santo Stefano Belbo. 

In attesa di visitarli di persona, puoi iniziare ad assaporare le atmosfere dei luoghi pavesiani grazie a Io vengo di là, la nostra serie dedicata ad alcuni dei luoghi simbolo della vita e dell’immaginario di Cesare Pavese. 

Scopri l’itinerario: prima stagione – seconda stagione

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Se ami camminare e vuoi scoprire le Langhe di Cesare Pavese a piedi, ecco sei percorsi tra le colline da scoprire in autonomia: 

  1. Mari del Sud
  2. Stazione – Palazzina del Nido – Casa di Nuto
  3. San Maurizio – Valdivilla
  4. Seirole – Gaminella
  5. Torre – S. Libera – Cippo dei Caduti
  6. Piacentini – San Grato

Proprio alla valorizzazione dei “sentieri pavesiani” è dedicato un progetto specifico del Comune di Santo Stefano Belbo, il MOM – Multimedia Outdoor Museum, attualmente in corso di realizzazione. Guarda il video 

La torre

La torre è ciò che resta del vecchio castello medievale, sopra il centro storico del paese: si può raggiungere a piedi, passeggiando sulla collina.

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Il Belbo

Il Belbo

Il Belbo è il torrente di Santo Stefano Belbo, nelle cui acque allora immacolate si andava a pescare e a fare il bagno: passeggia lungo le sue sponde.

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La Mora

Annunciata da maestosi pini e da un tripudio di fiori, la grande casa padronale della Mora “era come il mondo… era un’America, un porto di mare.”

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Il treno

Il fischio del treno portava la curiosità del mondo oltre le colline e l’inquietudine della fuga: oggi restano la stazione e la ferrata su cui correva.

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Il cimitero

Rendi omaggio alla tomba dello scrittore, i cui resti sono stati trasferiti nel cimitero di Santo Stefano Belbo il 7 settembre 2002.

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Moncucco

Moncucco

Moncucco è la collina de “I mari del Sud”, punto panoramico di Santo Stefano Belbo da cui si domina tutta la valle del Belbo.

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La chiesa

Talmente grande da sembrare una cattedrale, dalla sua scalinata il parroco del romanzo pronuncia un infuocato discorso contro i partigiani e i comunisti.

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La luna

“Ho rivisto la luna d’agosto tra ontani e canneti / sulle ghiaie del Belbo e riempirsi d’argento / ogni filo di quella corrente.”

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Casa di Nuto

Nuto (al secolo Pinolo Scaglione) è il mediatore tra il mondo del letterato, formatosi in città, e la realtà delle Langhe: visita la sua casa-laboratorio.

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La stazione

La stazioncina di Santo Stefano Belbo, da dove arrivano e partono i personaggi pavesiani, è ancora la stessa coi suoi binari.

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