La Grande Dea è stata la figura divina centrale della prima concezione mitologica del mondo, ma a un certo punto culti e narrazioni hanno cambiato contenuto, mettendone al bando la memoria. Poiché non c’è nulla di meno innocuo di una storia e le narrazioni influenzano il nostro modo di stare al mondo, la sua storia ha bisogno di essere rinarrata per colmare una mancanza e dare forma a una nuova mitologia dell’umano. Recuperarla significa ritrovare la visione dell’universo come un’unità vivente e sacra: una rete cosmica dove ogni cosa è tenuta insieme in relazione, oltre ogni dicotomia.
Al Pavese Festival Donatella Signetti presenta il suo nuovo saggio in dialogo con Francesca Martini.
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Donatella Signetti è docente, giornalista, umanista per vocazione. Nel 2012 ha fondato la scuola di scrittura creativa Bottega di Storie e di Parole e tiene regolarmente corsi di narrazione e scrittura autobiografica. Ha pubblicato la raccolta di racconti Vi parlo da qui, il romanzo La voce delle cose e il saggio 55 domande e risposte sulle cose che contano.



