Fernando Garbellotto: “Spazi d’esperienza”

Le tele annodate di Fernando Garbellotto in mostra alla Fondazione Cesare Pavese da venerdì 16 ottobre.

“Ricercando la massima semplicità della struttura si è trovata la massima complessità dello schema: la rete genera un sistema dove le proprietà del tutto superano la somma delle singole parti. Creo reti per cercare di comprendere meglio il grande unico sistema della natura che ci governa.” Così Fernando Garbellotto descrive la propria ricerca artistica sui frattali, che nel 2006 culminerà nelle reti frattali: fettucce di tela ritagliate e annodate insieme a diventare un sistema. La tela, da semplice supporto pittorico, diventa così protagonista, distrutta e poi ricostruita in un gioco tridimensionale e potenzialmente infinito di pieni e vuoti, luci e ombre.

Oltre a rappresentare la storia della vita sul pianeta e le relazioni tra gli esseri viventi, per Garbellotto la rete, senza limiti e in continua evoluzione, simboleggia anche lo sviluppo della conoscenza e lo schema del pensiero: “Le infinite relazioni che la rete contiene divengono conoscenza che si accumula spontaneamente, senza imposizioni né orientamenti. La sua struttura libera e non gerarchica rende evidente il rapporto di assoluta uguaglianza tra i nodi, ma, al tempo stesso, palesa anche la dipendenza di ciascun nodo da tutti gli altri”. Interdipendenza che è anche ciò che permette a ogni nodo di accrescere le proprie potenzialità, mantenendo la propria specificità.

Info e prenotazioni

Fernando Garbellotto, Spazi d’esperienza
a cura di Anselmo Villata

Chiesa dei S.S. Giacomo e Cristoforo
Piazza Confraternita, 1
Santo Stefano Belbo

Inaugurazione: venerdì 16 ottobre 2020, ore 18

Negli altri giorni la mostra sarà visitabile negli orari e secondo le modalità previste per le visite guidate. La mostra si concluderà giovedì 22 novembre con un finissage nel corso del quale verrà presentato il catalogo.

Garbellotto

Fernando Garbellotto

Fernando Garbellotto nasce a Portogruaro nel 1955. Vive e lavora a Portogruaro. Dopo gli studi umanistici e la laurea in giurisprudenza, all’inizio degli anni Ottanta Garbellotto “prende a riflettere intensamente e sistematicamente sulle ragioni della pittura” (Flaminio Gualdoni). È di questo periodo il primo ciclo pittorico chiamato Emergenze. Nella seconda metà degli anni ottanta la trattazione della superficie si fa a-pittorica, per confluire in una sorta di geometrismo dove la luce, da fisica, diventa metafisica. Questo secondo ciclo prende il nome di Sospensioni. Verso la fine del decennio, affascinato dalle recentissime teorie di Benoit Mandelbrot sul caos e sui frattali, Garbellotto si dedica intensamente a nuove sperimentazioni iconografiche e traccia un altro campo di ricerca che prosegue tuttora, quello dei Frattali. Nel 1997 fonda a Milano con altri otto artisti, il movimento Caos italiano che effettua una dozzina di mostre in Italia e all’estero. Nel 2007 giunge all’elaborazione di ciò che egli stesso definisce il punto di sintesi della ricerca degli ultimi vent’anni: le Reti Frattali. Realizza per Christian Dior l’immagine per il lancio di un nuovo prodotto. Nel 2009 inizia a realizzare anche video e video installazioni; la sua prima performance Fractal Net Thinking viene presentata alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Nel 2011 è stato presente al Padiglione Italia della Biennale di Venezia con la video-installazione Fractal Net Singing realizzata con la regia di Giancarlo Marinelli e sonorizzazione di Elisa e con l’installazione Trama a Palazzo Fortuny di Venezia nell’ambito della mostra TRA - Edge of Becoming. Nel 2012 ha realizzato una mostra antologica a Palazzo Crepadona di Belluno, mostra che ha racchiuso il percorso dell’artista veneziano dal 1969 a oggi. Per Lombardini22 ha realizzato nell’aprile 2012 l’installazione site specific Mare Bianco: il Mediterraneo visto da Sud e nell’ottobre è stato ospite della IKONA Gallery di Venezia con il progetto FNT - WHO?. Conclude l’anno a Istanbul con l’esposizione Meet Me in the Clouds a cura di Giorgio Caione all’Indipendent Art Space Pasajist. L’anno successivo realizza una grande installazione di reti frattali nel suggestivo patio del palazzo della Galleria il Segno di Mantova. Nel 2014 a Londra, in collaborazione con i docenti e gli allievi della prestigiosa MET School London, realizza il suo ultimo video: Fractal Net Dancing. Nel 2017 a Palazzo Sarcinelli, Conegliano, espone con Emilio Cavallini nella mostra Quando la tela diventa opera a cura di Lorena Gava e Duilio Dal Fabbro. Nel 2018 Spazio Eventi Orler gli dedica una grande personale e verso la fine dell’anno presenta alla Galleria TAG di Lugano la mostra Frattali in Rete. Nel 2019 espone a Casa Robegan, all’interno dei Musei Civici di Treviso, nella mostra Lo Spazio come Condizione - Mario Deluigi - Fernando Garbellotto a cura di Duilio Dal Fabbro.

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