Mostra Il viaggio di Pavese

Il viaggio di Pavese

Dal 13 settembre 2025 alla Fondazione Cesare Pavese una nuova mostra celebra la passione di Pavese per la lettura e la scrittura, tra abbecedari d’epoca e copertine da collezione.

Si intitola Il viaggio di Pavese. Impariamo di nuovo a leggere, impariamo di nuovo a scrivere la nuova mostra curata dal collezionista Claudio Pavese per la Fondazione Cesare Pavese e allestita nella Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo di Santo Stefano Belbo, dove sarà inaugurata sabato 13 settembre alle 18.

La mostra è un invito a riscoprire l’amore per la lettura e la scrittura cui Cesare Pavese si dedicò incessantemente, in un viaggio metaforico che qui viene ricostruito simbolicamente a partire da abbecedari d’epoca per arrivare alle opere della celebre collana Einaudi I coralli, che con La luna e i falò chiude la parabola esistenziale e intellettuale dell’autore.

Un omaggio che è anche un invito a coltivare il piacere della lettura fin da piccoli, perché – citando Giulio Einaudi – «un giovane che legge diventerà, domani, un adulto che pensa».

La mostra

Cesare Pavese non fece mai lunghi viaggi. Non varcò mai i confini del nostro Paese, non prese mai l’aereo, non mise mai piede nell’America tanto vagheggiata da giovane; il viaggio più lungo lo fece in treno, con le manette ai polsi, per raggiungere il suo luogo di confino in Calabria. Fu quindi un personaggio sedentario? Tutt’altro. Il suo fu un giro del mondo mentale e spirituale compiuto grazie alla lettura e alla scrittura, un cammino che – a differenza nostra – lui non interruppe mai, neppure un giorno. Fu un percorso lungo, faticoso, a volte penoso, ma per lui imprescindibile.

Questa mostra vuole rendere omaggio a questo particolare modo di “viaggiare”, rappresentandone simbolicamente le due stazioni fondamentali: quella di partenza e quella di arrivo.

Nella navata destra sono esposti infatti alcuni esemplari d’epoca di abbecedari scolastici da parete – primi strumenti di supporto alla lettura e alla scrittura – simili a quelli in uso nelle scuole elementari che Pavese frequentò, per il primo anno, qui a Santo Stefano Belbo. Nella navata sinistra sono esposti invece alcuni libri della famosa collana Einaudi I coralli, da sempre ritenuta, a ragione, “la sua collana”: da un lato perché Pavese la fece nascere e la curò dal 1947 al 1950 (anno della sua morte), dall’altro perché in questa serie furono raccolte e diffuse tutte le sue opere. Questa selezione si compone volutamente di opere pubblicate nella terza variante grafica della collana, quella che ha inizio proprio nel 1950 con La luna e i falò, opera conclusiva del “viaggio metaforico” di Cesare Pavese.

I coralli Einaudi

I Coralli Einaudi sono stati a lungo – dalla fine degli anni Quaranta alla fine degli anni Settanta del secolo scorso – il fiore all’occhiello della casa editrice torinese. La collana ha accolto e diffuso la più prestigiosa narrativa contemporanea di quel tempo, sia italiana che straniera, avvalendosi, in quest’ultimo caso, dei traduttori allora più accreditati.

Ma c’è di più. Grazie alle copertine di questa serie di libri l’arte figurativa d’ogni epoca ha fatto il suo ingresso nelle case italiane sommando a cultura altra cultura. Autori come Bruegel, Van Gogh, Carrà, Guttuso, Picasso, Matisse hanno incrementato la loro notorietà nel nostro Paese grazie ai Coralli, mentre altri artisti come Bonnard, Klee, Nolde, Mondrian furono addirittura “scoperti” da gran parte dei lettori proprio grazie a questa collana. Non per nulla Giulio Einaudi sosteneva che la diffusione dell’arte in Italia fosse avvenuta più attraverso le copertine dei suoi libri che non attraverso le mostre ufficialmente organizzate.

I Coralli ebbero quattro varianti grafico-allestitive. La terza – che si apre con La luna e i falò dell’aprile del 1950 e che la mostra propone in alcuni esemplari – durò una decina d’anni ed è stata in assoluto la soluzione “perfetta”.

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13 settembre 2025 – 30 giugno 2026
Il viaggio di Pavese. Impariamo di nuovo a leggere, impariamo di nuovo a scrivere
Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo

a cura di Claudio Pavese

Ingresso libero negli orari di apertura della Fondazione Cesare Pavese (dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 18).

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