La storia

La Fondazione Cesare Pavese nasce nel 2004 per curare le manifestazioni del centenario della nascita dello scrittore (1908-2008). La Fondazione – partecipata dal Comune di Santo Stefano Belbo, dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Cuneo e dalla famiglia Pavese – raccoglie il testimone del Centro Studi “Cesare Pavese”.

Il Centro Studi “Cesare Pavese”

Il Centro Studi “Cesare Pavese” venne ufficialmente istituito dall’Amministrazione comunale di Santo Stefano Belbo nel 1973 per mantenere vivo lo studio e il ricordo dello scrittore santostefanese.

Dal 1981 disponeva di una sede alla periferia del paese sulla strada che conduce da una parte a Moncucco, dall’altra a Valdivilla. Fin dai primi anni il Centro ha operato d’intesa con la Regione Piemonte, ricercando la consulenza scientifica dell’Università. L’attività vera e propria del Centro iniziò nel 1977 con una grande esposizione biobibliografica in cui vennero presentate per la prima volta dopo la morte dello scrittore le sue carte, i manoscritti, le lettere e i libri della sua biblioteca. Tale mostra venne, nel giugno del 1980, portata a Bucarest, in Romania, per un’esposizione che da allora rimane l’unica organizzata al di fuori del territorio nazionale con i manoscritti originali che ora sono conservati presso l’Università di Torino.

Da allora il Centro Studi ha continuato a promuovere un ampio ventaglio di iniziative, in Italia e all’estero. Molti sono stati i convegni e i seminari organizzati nel corso degli anni non solo su vari aspetti dell’opera pavesiana ma anche sulle tradizioni popolari e sulla civiltà contadina delle Langhe. Consistenti anche i materiali prodotti: atti di convegni, opuscoli, guide ai luoghi pavesiani, filmati. Particolare importanza hanno assunto nell’attività del Centro le numerose trasferte estere in molte capitali e città europee con mostre, convegni, manifestazioni varie. L’ampia rete di collegamenti nazionali ed internazionali con Università, Enti pubblici e privati, Fondazioni, Istituti Italiani di Cultura all’estero, fanno del Centro un interlocutore privilegiato per gli studi pavesiani nel mondo.

Collateralmente all’attività svolta in Italia e all’estero, il Centro ha sempre messo a disposizione nella sua sede le strutture, gli archivi, le mostre e ogni altro materiale bibliografico fornendo un servizio scientifico delle carte e dei documenti. Non è mai stato trascurato l’aspetto più propriamente divulgativo: centinaia di scuole lo hanno visitato e con alcune di esse sono state avviate esperienze didattiche con cicli di lezioni, seminari e ricerche sul campo alla scoperta di luoghi e personaggi pavesiani, così come anche il turismo culturale ha sempre trovato nel Centro un significativo punto di riferimento.

La grande alluvione e la nuova sede

Nel novembre 1994 le sue attività vennero momentaneamente interrotte dall’alluvione che danneggiò gravemente la sede con i suoi fondi librari e archivistici. In quella tragica circostanza il Centro Studi “Cesare Pavese” divenne il simbolo della rinascita attirando, grazie al suo prestigio internazionale, l’attenzione e solidarietà di tutto il mondo verso una terra così duramente colpita. 

Grazie alla mobilitazione di tutti coloro che amano Pavese sparsi per il mondo nacque l’idea di dotare il Centro Studi di una sede adeguata al suo prestigio. Venne scelto il complesso comprendente la Chiesa sconsacrata dei Santi Giacomo e Cristoforo e annesso edificio nel centro storico di Stefano Belbo, il vecchio paese di Pavese tra i “quattro tetti” del racconto «La Langa». La nuova sede del Centro Studi venne inaugurata il 1 luglio 2000. 

Oggi, nell’edificio annesso alla Chiesa trovano posto gli uffici e gli archivi della Fondazione con relativa biblioteca, mentre la chiesa è diventata auditorium per congressi, spettacoli teatrali, musicali ed esposizioni. Tale scelta ha consentito di ridare vita, con una complessiva opera di restauro, a una parte importante e significativa del vecchio paese strettamente collegato all’opera di Pavese. Ha inoltre permesso di mettere al sicuro i fondi archivistici e documentari. 

Dal 2019 la Fondazione Cesare Pavese raccoglie sotto di sé tutta la proposta culturale del Comune di Santo Stefano Belbo, compreso il Museo a cielo aperto di Camo. Tra le attività prese in carico: il Pavese Festival, il Premio Pavese, il turismo, i servizi bibliotecari, la comunicazione. La Fondazione si propone così come strumento di crescita socio-economica del territorio attraverso la cultura.