La giuria

Giulia Boringhieri, Gian Arturo Ferrari, Claudio Marazzini, Alberto Sinigaglia, Pierluigi Vaccaneo: ecco i nuovi giurati del Premio Cesare Pavese.

Giulia Boringhieri

Giulia Boringhieri, nata a Torino, si è laureata in Filosofia teoretica con Gianni Vattimo e Diego Marconi. Dal 1989 al 2000 ha lavorato per Radiodue, Raiuno e Raidue, oltre che per case di produzione private, come programmista-regista, regista, conduttrice, autrice, in trasmissioni di attualità e cultura, traducendo in parallelo alcuni libri di filosofia. Nel 2000 è stata cofondatrice di Alicubi, società di editoria e comunicazione, con cui ha collaborato fino al 2006. Nel 2010 ha pubblicato Per un umanesimo scientifico. Storia di libri, di mio padre e di noi (Einaudi), libro dedicato alla figura del padre Paolo, al suo ruolo all’interno dell’Einaudi nel secondo dopoguerra e alla fondazione della casa editrice del “celum stellatum”. Intorno al libro e ai suoi molti protagonisti interviene, da allora, in varie sedi. Dal 2013 ha ripreso con continuità l’attività di traduttrice, che svolge su libri di narrativa in lingua inglese.

Gian Arturo Ferrari, dopo la laurea nel 1967 in Lettere Classiche all’Università di Pavia (dove era alunno del Collegio Ghislieri) ha perseguito per un certo tratto una doppia vita. Da un lato l’insegnamento universitario, come professore dal 1977 di Storia del pensiero scientifico, sempre presso l’Università di Pavia. Dall’altro l’apprendistato editoriale, prima con Edgardo Macorini alla EST – Edizioni Scientifiche e Tecniche – Mondadori, poi per un decennio come stretto collaboratore di Paolo Boringhieri nell’omonima casa editrice. Editor della Saggistica Mondadori nel 1984, direttore dei Libri Rizzoli nel 1986, rientrato in Mondadori nel 1988, con il 1989 ha scelto l’editoria libraria come propria unica vita e si è dimesso dall’Università. Direttore dei Libri Mondadori nei primi anni novanta, è stato dal 1997 al 2009 direttore generale della Divisione Libri Mondadori, che comprendeva, oltre alla stessa Mondadori, Einaudi, Electa, Sperling&Kupfer, Edumond e, più tardi, Piemme. Dal 2010 al 2014 ha presieduto il Centro per il libro e la lettura, presso il Ministero dei Beni e delle Attività culturali; nel 2011 ha ideato e curato la mostra 1861-2011 L’Italia dei libri – La storia di un Paese fra le pagine, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Dal 2015 al 2018 è stato vicepresidente di Mondadori Libri. È editorialista del Corriere della Sera e presidente della Fondazione Collegio Ghislieri. Nel 2014 ha pubblicato per Bollati Boringhieri il libro intitolato Libro.

Claudio Marazzini, professore ordinario di Storia della lingua italiana nell’Università del Piemonte Orientale, ha insegnato nelle università di Macerata, Udine e Losanna. Tra le sue pubblicazioni (oltre 200) vi è un’ampia storia della lessicografia italiana (L’ordine delle parole. Storia di vocabolari italiani, Il Mulino, 2009). È autore di molti saggi e manuali dedicati alla storia linguistica italiana, alla storia linguistica regionale, alla questione della lingua. La sua Breve storia della lingua italiana (Il Mulino, 2004) è stata tradotta in tedesco (ed. Stauffenburg, 2011). Dal 1990 è titolare della rubrica Parlare e scrivere del settimanale Famiglia cristiana. È condirettore della rivista “Lingua e stile” e socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino. Dal 2014 è presidente dell’Accademia della Crusca.

Alberto Sinigaglia

Alberto Sinigaglia. Giornalista, nato a Venezia, ha collaborato con EpocaPanorama e Il Mondo. Dal 1970 lavora a La Stampa, dove nel 1975 ha fondato Tuttolibri. Insegna nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino. Ha collaborato con Rai International e inaugurato i programmi culturali di RaiSat1 curando e conducendo Storia, il settimanale della domenica. Tra le pubblicazioni: Vent’anni al 2000 (Eri, 1982), Emozione Torino (Priuli&Verlucca, 1999). Ha curato, tra l’altro: l’autobiografia di Gianandrea Gavazzeni Scena e retroscena (Rizzoli, 1994), Mila alla Scala. Scritti 1955-1988 (Rizzoli, 2001), Norberto Bobbio. Il Dubbio e la ragione (La Stampa, 2004), Il mio Mozart (La Stampa, 2005), di Alberto Ronchey, Giornalismo totale (Aragno, 2010), Arturo Carlo Jemolo – Carlo Casalegno, Gli anni della contestazione e della violenza. Carteggio 1965-1977 (Aragno, 2017). Il pappagallo e il doge (Biblioteca dei Leoni, 2017) è il suo ultimo libro. È presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, della Fondazione Filippo Burzio, del Consiglio scientifico della Fondazione Cesare Pavese, del Comitato dei Garanti del Polo del ‘900. È direttore scientifico del festival Passepartout di Asti e presidente onorario di Una Montagna di Libri a Cortina d’Ampezzo.

Pierluigi Vaccaneo è laureato in lettere all’Università di Pavia con una tesi dal titolo Antropologia e psicologia nell’opera e nell’attività culturale di Cesare Pavese. Ha pubblicato per la rivista I quaderni del ‘900 i saggi: Qualcosa di molto serio e prezioso. La letteratura americana nell’opera di Cesare Pavese Pavese scopre il mito nel 1931. Si occupa di nuovi media e divulgazione culturale. Dal 2010 è direttore della Fondazione Cesare Pavese e dal 2016 amministratore delegato di Betwyll, startup edtech nata con l’obiettivo di innovare la didattica attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. È Ambassador di HundrEd, associazione mondiale di ambasciatori dell’innovazione in ambito educativo con sede a Helsinki, e membro della Bosch Alumni Foundation di Berlino, rete di cultural manager europei attivi nel campo dell’innovazione sociale. Dal 2017 è docente di digital marketing e comunicazione per la Fondazione ITS di Torino.