«M’ama non m’ama…». È questa la domanda che tormenta chi vive il tempo sospeso della detenzione, dove gli affetti vengono congelati per legge. Oltre alla perdita della libertà, il carcere impone una privazione di amore e affettività, costringendo il corpo e la mente a mettere a tacere desideri e passioni: una forma di violenza e “disumanizzazione” che mette in crisi il senso stesso del sistema penitenziario.
Lo spettacolo, nato dalle riflessioni dei detenuti che partecipano al progetto teatrale gestito dall’associazione Voci Erranti nel carcere di Saluzzo, dà voce alla solitudine di chi è recluso e alle sofferenze delle compagne che vivono una “vedovanza bianca”. Ma l’amore no rompe il tabù su un tema rimosso e taciuto, rivendicando il diritto all’amore come bisogno essenziale di ogni essere umano.
Di Grazia Isoardi e Marco Mucaria. Produzione Voci Erranti nell’ambito del progetto Per Aspera ad Astra-ACRI.
In collaborazione con Voci Erranti
Ingresso libero su prenotazione



