Biblioteca dello Struzzo

Una denominazione scomoda

In questa seconda puntata della rubrica La stanza delle meraviglie di C. Pavese, Claudio Pavese racconta la nascita di quella che sarebbe diventata la collana “Narratori contemporanei” Einaudi. 

Il primo volume della prima collana di narrativa italiana della casa editrice Einaudi fu quel Paesi tuoi di Cesare Pavese che insieme a Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini risultò quale vera e propria svolta e luce di rinnovamento nell’ambito stagnante della letteratura di quegli anni.

La vicenda del romanzo trattata in modo brusco e crudo provocò da subito attacchi da parte della cultura di regime. Pavese si scontrava infatti senza troppi riguardi con quei valori del mondo contadino e della famiglia festosamente sbandierati dall’ideologia fascista.

Il romanzo fu stampato, in prima edizione, il 10 maggio 1941 dalla tipografia SATET di Torino in 2.000 copie.

La nuova collana fu da subito battezzata col nome “Biblioteca dello Struzzo” ma Leone Ginzburg, in confino a Pizzòli, appena vide il materiale pubblicitario che promuoveva la progettata serie di libri, subito obbiettò: 

”… ho notato con piacere la vostra nuova Biblioteca dello Struzzo. Spero tuttavia che il nome non sia definitivo, perché farebbe pensare a libri indigeribili, che solo uno struzzo può divorare. Qualcosa come Scrittori contemporanei sarebbe stato più rispondente al vero e meno astratto…” (lettera a Giulio Einaudi del 24 maggio 1941).

Il primo volume, però, era già stato stampato e, senza tener conto dell’appunto di Ginzburg, verrà nuovamente ristampato senza modifiche nell’agosto del 1941. 

Sarà solo a partire dalle due opere successive, La strada che va in città della moglie di Leone, Natalia, che occultò la propria identità sotto lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, e Le donne fantastiche di Arrigo Benedetti, pubblicate quasi contemporaneamente il 10 e il 20 gennaio del 1942, che la collana assumerà (a quel punto accogliendo il consiglio di Ginzburg) la denominazione definitiva di “Narratori contemporanei”. La collana manterrà questa denominazione fino al 1947 quando passerà la mano ai neonati mitici “Coralli”.

Questo il testo del risvolto di sovraccoperta della prima edizione di Paese tuoi steso dallo stesso Pavese

“Con questo libro iniziamo una collezione di narratori italiani contemporanei che si propone di raccogliere, senza preconcetti di chiesuola né di piazza, romanzi di giovani – narrazioni autentiche e impegnative, che valgano ciascuna come una fresca inconfondibile esperienza. Come in tutte le nostre precedenti collezioni, anche in questa Biblioteca dello Struzzo intendiamo offrire ai lettori un documento di viva e pensosa attualità, un contributo nostro alla cultura italiana.”

Il volumetto fu allestito con sovraccoperta realizzata da Francesco Menzio che vestì gran parte dei libri Einaudi del periodo “eroico”. Fu posto in vendita a dodici lire nette.

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